Cesario Picca - Centro UNESCO Bologna

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Cesario Picca

La nostra attività
Cesario Picca è un autore emergente, uno scrittore indipendente che non lascia niente al caso, che cura nei minimi dettagli i contorni della sue storie accattivanti, spesso piccanti, sempre coinvolgenti. Scrive gialli, l’evoluzione normale per chi ha vestito per più di vent’anni i panni del cronista da strada seguendo fatti di cronaca nera e giudiziaria. Nei suoi romanzi si intreccia fantasia e realtà; suspense e sarcasmo dolce e sorridente; mistero e plateale amore per la vita nonostante i suoi perché e gli interrogativi spesso senza risposta; voglia di scoprire senza dimenticare le proprie origini che manifestano la loro presenza con le tipiche espressioni in dialetto salentino. Il suo personaggio, Rosario (Saru) Santacroce, cronista da strada come l’autore, ti prende con la sua simpatia, il suo esuberante coinvolgimento, il suo tipico carattere mediterraneo. Il primo thriller di Cesario Picca, Tremiti di paura, ha ottenuto il patrocinio del Club Unesco di Bologna in occasione dell’aulica presentazione avvenuta nell’aprile del 2015 nella splendida cornice del Baraccano di Bologna. E ora, dopo aver catturato i lettori italiani, è proiettato alla conquista di quelli Usa e anglosassoni. Tremiti di paura è stato tradotto in inglese con il titolo di Murder in the Tremiti Isles e ora guida la classifica del concorso The New Wrinkle Publishing Writers contest 2016 dedicato agli autori indipendenti. Per maggiori informazioni andate su www.newwrinklepublishing.com/contest/submissions/ e votate per il giallo di Cesario Picca. E nel frattempo, se volete conoscere il cronista salentino Rosario Saru Santacroce potete leggere Tremiti di paura, ma anche Gioco mortale – delitto nel mondo della trasgressione e l’ultimo arrivato, Il dio danzante – delitto nel Salento. I gialli sono disponibili on line in versione ebook e in versione cartacea ad un prezzo davvero interessante.
Lei, l’altro e la morte…
Le Isole Tremiti fanno da scenario a un femminicidio che vede come vittima una facoltosa turista bolognese. Il cronista salentino, Saru Santacroce, in vacanza nelle Perle dell'Adriatico, segue le indagini sul delitto per conto del suo giornale. I colpi di scena non mancano, come neppure la suspense. Ma il lettore può vivere anche una full immersion in un mare di colori, odori e sapori tipici del Salento.
Una sorta di inno alla vita quello che Rosario Santacroce fa vivere ai suoi lettori. Il protagonista è un cronista quarantenne salentino che vive a Bologna e lavora per un quotidiano locale. Un uomo rude e razionale, loquace e carismatico, amante di tutto ciò che può essere assaporato in ogni istante dell’esistenza come se fosse sempre l’ultimo ad essere vissuto. Soprannominato Saru (è il nomignolo che nel Salento danno a quelli che si chiamano come lui) segue i casi di nera che accadono in città. Come spesso accade, qualche volta il lavoro lo segue anche in ferie perché il vero cronista maledetto non stacca (quasi) mai la spina. Ed è probabilmente per questo che si trova invischiato nell’omicidio di una facoltosa turista bolognese come lui in vacanza alle Isole Tremiti. Il romanzo è colorato di simpatiche citazioni dialettali salentine, denota cura e attenzione per la gastronomia, i gusti e gli usi di quella parte d’Italia baciata dai due mari e contiene il giusto mix di erotismo e suspense. L'autore racconta al lettore i dispetti e le relazioni tra colleghi, gli fa leggere veri articoli di cronaca e di colore e gli riserva colpi di scena nelle indagini fino all’imprevedibile epilogo finale.




Perché trasgredire vuol dire anche morire…
Un ricco libertino, un avvocato gaudente e due donne apparentemente miti e sottomesse. In mezzo il cronista salentino Rosario (Saru) Santacroce che segue le indagini sull’ennesimo omicidio. È l’incipit del nuovo giallo Gioco mortale – delitto nel mondo della trasgressione, il secondo episodio della saga inventata da Cesario Picca, già autore di Tremiti di paura. Stavolta il simpatico giornalista Saru segue un assassinio che ha come sfondo il mondo della licenziosità, dell’esibizionismo e della carnalità sfrenata. E svela tutti i retroscena di una realtà che il pensiero unico massificato, voyeur e pruriginoso, definisce corrotto, perverso e malato. Si tratta invece di un mondo che è solo l’immagine riflessa di ciò che siamo e di ciò che probabilmente sogniamo ma senza avere il coraggio di viverlo per davvero. Perché, come spiega Saru, parafrasando Jung, la libido non è solo una pulsione sessuale come la definiva Freud, ma una forma di energia psichica che costituisce per l'uomo una spinta vitale che va al di là dell'ambito esclusivamente sessuale acquistando il valore di una vera e propria trasformazione spirituale. Perché la stagnazione della libido, tanto quanto una diga che accumula senza una valvola di sfogo, può essere distruttiva per il soggetto dando luogo a nevrosi, isteria, ansia, depressione, ossessione, fobia e psicosi. Ancora una volta Saru infarcisce il racconto con citazioni salentine ed esalta la vita in tutte le sue sfaccettature. E siccome il sesso ne è una costante importante vive la propria intimità con spettacolare teatralità e con naturalezza tanto da farla sembrare facilmente realizzabile. Da qui il messaggio: meno sovrastrutture, meno tabù e più consapevolezza di se stessi e delle proprie emozioni probabilmente aiuterebbero a creare un mondo migliore. Il romanzo ha contenuti forti per cui è molto probabile che Zia Concezione non vi permetterebbe di leggerlo…

Difficile fare i conti con le proprie certezze...
Un pericoloso ergastolano fugge durante una visita all’ospedale Vito Fazzi di Lecce seminando paura e terrore. Le difficili indagini per la sua cattura e per il recupero di un ingente quantitativo di lingotti d’oro frutto di una sanguinosa rapina si intrecciano con le bellezze naturali e artistiche di una terra unica come il Salento. La capitale del Barocco, le sue marine, il suo entroterra, i suoi angoli di storia e la foga degli eventi, anche drammatici, che l’hanno segnata fanno da sfondo a questo thriller che vi terrà inchiodati dalla prima all’ultima pagina. Stavolta il cronista salentino Rosario Saru Santacroce gioca in casa e con il suo Il dio danzante (il famoso sciamano neolitico che domina nella Grotta dei Cervi) permette ai lettori di scoprire ancor più da vicino la magia della sua terra. Tanti i risvolti, anche personali e dolorosi, che caratterizzano questo romanzo impastato con la solita verve divertente e graffiante del personaggio nato dalla penna di Cesario Picca. Come nelle precedenti due avventure – Tremiti di paura e Gioco mortale – anche in questo racconto si intrecciano fantasia e realtà, cronaca e racconto, storia e attualità, gusto per la buona tavola e amore per la vita. Con le sue riflessioni e con il colpo di scena finale ancora una volta sarà quanto meno problematico fare i conti con le proprie certezze e le proprie convinzioni.

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